"Se questo è un uomo" a cura di Chiara Porcelluzzi
PRIMO LEVI, Se questo è un uomo, Einaudi, Torino, 2005.
In questo libro scritto nel 1947, Levi narra un periodo della sua vita che va dal momento della cattura (13 dicembre 1943) con conseguente deportazione ad Auschwitz fino alla liberazione (1945).
Il racconto procede secondo una cronologia lineare e per paragrafi, ognuno di essi descrive un avvenimento (che è a sua volta una caratteristica peculiare della vita nei lager) che si verifica nell’esperienza dell’autore.
Sottolineo alcuni concetti chiave che emergono in questo testo e che si connettono con alcuni temi principali:
· viaggio ® con esso inizia il libro, l’odissea dal momento della cattura alla deportazione nel lager e il processo di metamorfosi che porterà l’essere umano a trasformarsi in cosa, in mero corpo-materia, in fascio di pulsioni come il cane di Pavlov (Arendt). Un viaggio di cui si conosce l’inizio e non si sa come potrà finire, se come cadaveri o come sopravvissuti.
· criminali ® inseriti ad un livello della scala gerarchica più alto rispetto agli ebrei detenuti, collaboravano nei lager con ruoli di controllo e di potere nelle baracche.
“Uomini e uomini, schiavi e padroni, i padroni schiavi essi stessi” (pag. 37).
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ricorda il concetto di forza in Weil, infatti colui che la esercita vive un’illusione poiché anch’esso è schiavo e vittima della forza stessa.
· vulnerabilità del corpo e fragilità della personalità ® l’esperienza dei lager non solo espone il corpo nudo alla sofferenza, al dolore e alla malattia che cambiano il corpo, lo rendono irriconoscibile, ma anche la personalità è esposta al pericolo, subisce una trasformazione, una metamorfosi verso la nullità, la cosità (pag. 48, 51, 56).
· pensiero ® nei lager esso viene a mancare, si crea una nuova figura ontologica, gli uomini cosa, i cadaveri-viventi, esseri non pensanti. Levi definisce gli häftling (detenuti) fantocci rigidi fatti solo di ossa a cui vien meno il pensiero poiché i momenti di coscienza, mostrando al detenuto la trasformazione ontologica che ha subito, produce acuta sofferenza. Al rifiuto di pensare si accompagna la stanchezza, si è troppo stanchi per pensare e inoltre pensare per uno schiavo è reso inutile e doloroso, un uomo libero può progettare il proprio futuro, uno schiavo no, obbedisce solo ai comandi, è reso un automa che si muove automaticamente, un animale meccanico.
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in Weil si sono messi in evidenza i concetti di cosa e di materia e di come questi stati ontologici prodotti dalla forza, privando l’uomo di ciò che lo caratterizza come tale, ovvero il fatto di essere un essere pensante, crea non umani, cadaveri vivi ridotti al nulla che imitano il nulla, un compromesso tra uomo e cadavere.
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poiché non sono più umani, questi esseri per Levi non sono più degni di avere un nome, infatti nei lager ai detenuti viene cancellato il nome e assegnato un numero, una matricola. Non solo vengono privati e spogliati dei loro beni affettivi (allontanati dalla loro famiglia, dai loro parenti), materiali (vestiti, scarpe, valigie, ecc) e di alcune parti del corpo (capelli, denti d’oro), ma sono privati anche del loro nome, della loro identità, vengono annullati prima come uomini per poi essere uccisi lentamente, sono spenti nell’anima prima che dalla morte (pag. 37, 39, 45, 104, 109, 142, 152, 203).
- massa ® di anonimi, gregge, folla sordida e sbrindellata (pag. 82, 103, 106, 108, 133).
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rispetto al concetto di massa che si è analizzato in Canetti, questa massa anonima è si composta da atomi, tende ad accrescersi, ma è una massa creata dall’esterno e dopo lo scoppio gli atomi vengono a mancare, non esistono più.
- nuovi linguaggi ® linguaggi inumani creati da uomini-cosa, da soggetti de-soggettivati,
la creazione da parte dei tedeschi di una nuova specie, quella dei sub-umani, comporta la creazione di nuovi termini (pag. 23, 110).
· volto ® rappresenta ciò che ci permette di riconoscere noi stessi e di essere conosciuti e riconosciuti dallo sguardo lévinassiano dell’Altro-da-sè. Levi evidenzia come la metamorfosi fisico-ontologica-antropologica che avviene nei lager è talmente forte e profonda che nel giro di alcuni giorni non si riconosce più l’altro, si annullano le identità. Il fatto di ritrovarsi in numero sempre inferiore e di non riconoscersi mette in moto, in quel barlume di coscienza che ancora sopravvive, il ricordo e il pensiero che generano la sofferenza e di conseguenza il rifiuto di pensare, un circolo vizioso che si muove nella logica negativa della metamorfosi inumana (pag. 32).
· sommersi ® indicano i “musulmani”, gli uomini-cadavere, i morti-vivi, coloro che servono a celebrare il trionfo del potere distruttivo e creativo e a dimostrare ai sopravvissuti cosa diventeranno (pag. 80).
· salvati, sopravvissuti ® rappresentano coloro che sono riusciti ad adattarsi alla vita nei lager e quindi riescono a sopravvivere lavorando, mangiando e rubando.
“Sarai scelto tu, sarò escluso io” (pag. 113).
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ricorda il sentimento di trionfo del sopravissuto di fronte al cadavere in Canetti.
- valori morali ® si perdono i parametri di riferimento per poter distinguere il bene dal male,
non si è più uomini, si agisce per stimoli, per istinto di sopravvivenza e ciò innescherà il circolo “economico” rubo-vendo-compro (pag. 78).

















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