CRISTINA FINAZZI, Modalogizzare, scrivere di moda con un piglio filosofico. Recensione a cura di Chiara Porcelluzzi.
CRISTINA FINAZZI, Modalogizzare, scrivere di moda con un piglio filosofico, Lulu Editore, 2009.
In questo libro l’autrice analizza come la moda sia un fenomeno sociale che va oltre il semplice apparire e lo fa attraverso un’analisi storico-socio-filosofica.
Essa parte dalle origine dell’uomo vedendo come in quest’epoca coprire il corpo aveva un significato che era legato al bisogno immediato di proteggersi dall’ambiente esterno.
Nel corso della storia l’uomo è andato ben oltre questo bisogno.
Vestire il corpo non significava solo proteggerlo, ma anche renderlo più bello, esaltarne alcuni aspetti ed è anche diventato un valore sociale che si è tradotto in norma,
ovvero vestirsi ha significato non essere nudi davanti agli altri, nella società.
La moda è infatti espressione della società, e come la società anche la moda è definita “random”, cioè relativa, mutevole, senza punti di riferimento fissati una volta per tutte.
L’uomo ha arricchito il gesto di vestirsi di valori estetici e sociali e in questo modo ha dato vita alla moda.
Con la moda l’uomo ha legato il bisogno di coprirsi con il concetto del “bello” a volte fine a se stesso, a volte legato all’ “utile”,
come ad esempio avviene nel mondo del lavoro o dello sport.
La moda è espressione di un linguaggio, di uno stile, di un’etica, ma a volte può diventare anche espressione di disagio, di “manie”, di “malattie”.
Il libro prosegue con interpretazioni filosofiche della moda (Marx, Gadamer), paradossi e infine aforismi.
Un'anteprima del libro è consultabile al seguente link:
http://www.lulu.com/content/7626428


















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